🎧 COME SONO DIVENTATO DJ – Una Vita a tempo di musica

Sono nato nel 1972, il più piccolo di tre fratelli. I miei due fratelli maggiori, con 10 anni in più, mi hanno cresciuto a pane e musica. Anni ’70, ’80, ’90: il meglio di sempre.

In casa giravano solo vinili e cassette mixate, e io mi chiedevo: “Ma come si fa a farle così bene?”

Così, da ragazzino, mentre gli altri ballavano, io alle feste del pomeriggio mi incollavo vicino alla console per spiare ogni mossa dei DJ. Erano gli anni dei giradischi a cinghia, dei passaggi manuali, delle mani che cercavano la battuta. Era magia.

Un giorno mia sorella mi regalò il mio primo mixer a due canali. Non avevo i giradischi, ma avevo due mangianastri. E con quelli iniziai: avanti, indietro, pausa, play… tentavo i miei primi mix a orecchio.

Poi arrivarono i miei primi giradischi a cinghia. E un amico di mia sorella cambiò tutto. Venne a casa, vide la mia passione e mi diede un consiglio che non dimenticherò mai: togliere la gomma dal piatto e metterci un panno di feltro, così potevo fermare il disco con la mano mentre il piatto continuava a girare. E quando lo lasciavo… ripartiva. Nasceva lì, in quel gesto, il mio primo “beatmatching”.

La mia passione crebbe. E per un compleanno, i miei mi regalarono il sogno di ogni DJ: i mitici Technics 1200.

Da lì iniziarono le prime feste tra amici, poi i diciottesimi pagati, poi un giro incredibile nei locali della Roma bene.

Finché arrivò il salto: l’Alien di Roma. Una prova. Andò alla grande. Mi presero come DJ resident del mercoledì.

Io suonavo nella saletta revival e commerciale anni ’90. Il giorno dopo ero a scuola con le occhiaie, ma non mi importava. Stavo vivendo il mio sogno.

Poi, una notte, tornai dall’Alien e scaricai tutto il mio materiale nel garage di casa. Il giorno dopo… era sparito tutto. Rubati i 1200, rubati tutti i miei vinili – molti presi dai miei fratelli – un valore inestimabile.

Ero devastato. Pensai: “È finita.”

Ma un amico DJ che era già passato ad una nuova tecnologia ( i CD) mi salvò. Mi fece conoscere i CDJ, mi aiutò a copiare le prime tracce su CD – con il masterizzatore che impiegava ore, bruciando un disco su due – e piano piano mi ricostruì la libreria musicale.

E ricominciai da lì.

Poi l’università mi allontanò un po’ dalla console. Ma il vero ritorno fu con Valentina, la donna che sarebbe diventata mia moglie e che oggi è una delle wedding planner più affermate.

Insieme da oltre 30 anni, abbiamo unito passioni e professioni. Io curo la musica, lei l’organizzazione. E da lì è iniziato tutto un nuovo percorso, fatto di eventi, matrimoni e tanta felicità.

Nel frattempo ho investito in attrezzature professionali audio e luci, ho fatto centinaia di eventi in tutta Italia… e nel 2019 ho vinto l’Italia Wedding Awards come Miglior DJ per Matrimoni, premiato da una giuria internazionale.

Oggi, accanto alla magia, essere DJ è ancora parte del mio cuore. Perché la musica non è solo un lavoro. È la colonna sonora della mia vita.