Gennaio 2025.
Un mese che non dimenticherò mai.
Un anno che ha messo alla prova ogni parte di me: il corpo, la mente, il cuore.
Tutto è iniziato con qualcosa di apparentemente banale: una piccola ghiandola infiammata al collo.
I medici parlavano di una ghiandola salivare irritata, nulla di grave.
Mi prescrivono antibiotici, ma lei continua a crescere.
Passano settimane, poi mesi.
Faccio ecografie, TAC, ago aspirato, marker tumorali.
Tutto negativo.
Sospiro di sollievo: “Ok, forse è solo qualcosa di strano ma innocuo.”
Ma quella massa cresceva.
A gennaio arriva la decisione: intervento chirurgico.
Entrare in sala operatoria, per me, è un trauma.
Non ero mai stato operato in vita mia. Io che avevo il terrore degli aghi…
Mi affidano al team del Prof. Valentini, specialista maxillo-facciale.
Ma prima dell’operazione mi dicono qualcosa che mi gela il sangue:
“La massa è attaccata a nervi molto delicati. Potresti avere una paralisi al lato destro del volto, se qualcosa va storto.”
Panico.
Io vivo con la voce.
Sono DJ, ma soprattutto sono Mago Lollo.
Come potrei continuare a fare spettacoli per bambini, a farli ridere, a emozionarli… se non riesco più a parlare normalmente?
Il giorno dell’intervento saluto la mia famiglia con il cuore in gola.
Ho paura. Ma vado.
8 ore sotto i ferri.
Alla fine mi dicono che la massa era strettamente avvolta intorno al nervo ipoglosso destro, quello che muove la lingua.
Nessun nervo è stato reciso. Ma sono stati colpiti, infiammati.
Per un po’, avrei avuto difficoltà a parlare, ma tutto sarebbe rientrato.
Ce l’avevo fatta.
O almeno credevo.
Dopo qualche settimana arriva l’esame istologico.
E lì, il colpo che non ti aspetti:
“Non era una ghiandola salivare. Era un linfonodo completamente sostituito da cellule neoplastiche.”
Diagnosi: carcinoma squamo cellulare.
Un tumore aggressivo. Nella stessa zona dove, 25 anni prima, mio padre aveva avuto un male simile.
Lui non ce l’aveva fatta.
Io invece… sono ancora qui.
Comincia la corsa per trovare il focolaio primario.
PET-TAC total body per cercare metastasi.
Per fortuna, nessuna traccia altrove.
Il tumore era localizzato. Il primario si trova nell’ipofaringe.
Ad aprile, seconda operazione. Ancora più lunga. Più invasiva.
Mi operano con tecnica robotica e riaprono il collo.
Mi tolgono 40 linfonodi, mi ricuciono con 46 punti.
Quando mi sveglio, mi sento come se fossi stato travolto da un uragano.
Ma poi, finalmente, la luce:
“Tutto è stato rimosso. Nessuna cellula tumorale nei linfonodi.”
AVEVO SCONFITTO IL MOSTRO
Era finita….
Quasi.
Per sicurezza, e vista l’età ancora giovane (dicono così, e mi fa anche piacere), decidono di farmi fare radio e chemioterapia, per “cicatrizzare” tutto e ridurre il rischio di recidive.
Durante quel periodo, ho visto cose che mi hanno cambiato per sempre:
ho visto il dolore di chi non può più operarsi,
ho visto la forza di chi combatte ogni giorno,
ho visto quanto sia preziosa la vita.
E in mezzo a tutto questo…
Un giorno, davanti allo specchio, mentre cercavo di esercitarmi a parlare meglio, ho pensato:
“Ma ti rendi conto di quanto sei stato coraggioso? Tu, che avevi paura degli aghi, ti sei fatto due operazioni, chemio, radio, analisi, tac, anestesie… e sei ancora qui!”
Sembravo un supereroe.
Un tipo come… Capitan Coraggio.
💡 E se fosse davvero un personaggio?
Un supereroe che aiuta i bambini a sconfiggere le paure.
Non solo quelle grandi, ma anche quelle piccole: il buio, i mostri, il dentista, parlare davanti a tutti, essere presi in giro, restare soli…
Così è nato il progetto:
📘 Capitan Coraggio – una collana di libri illustrati per bambini.
Ogni libro racconta una storia, una missione, una paura da affrontare.
Sempre con un messaggio chiaro:
“Non serve non avere paura.
Serve affrontarla.
E scoprire che sei più forte di quanto pensi.”
❤️ Un progetto che va oltre le pagine
Capitan Coraggio non sarà solo un personaggio di carta.
Non sarà solo un libro da leggere.
Sarà un compagno di viaggio, un piccolo supereroe che porterò nei reparti pediatrici,
tra i letti dei bambini malati, nei corridoi degli ospedali oncologici,
per regalare un sorriso, una storia, un abbraccio.
Perché io lì ci sono passato.
So cos’è la paura.
So cosa significa sentirsi piccoli davanti a qualcosa di enorme.
Ma so anche che la speranza, raccontata con amore, può diventare una medicina.
Per questo, andrò a incontrare quei piccoli guerrieri, con il mio pupazzo, la mia voce, la mia magia.
E con Capitan Coraggio al mio fianco.
Porterò con me magliette colorate con la scritta
CORAGGGIO!
e i tre cuori simbolo di Grinta, Gioia e Gentilezza.
Le regalerò a ogni bambino. Perché anche indossare il coraggio può far sentire più forti.
Non cambierò il mondo, lo so.
Ma se riuscirò a far sorridere anche solo un bambino in un momento difficile,
allora Capitan Coraggio avrà compiuto la sua missione più importante.
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👉 Capitan Coraggio non è nato da un’idea.
È nato da un dolore.
È nato da una battaglia vera, combattuta con il cuore, con la testa, con il coraggio.
Ed è il mio modo per dire ai bambini (e agli adulti):
“Se io ce l’ho fatta, anche tu puoi farcela.
Tutti possiamo diventare supereroi, anche solo per un giorno.”
💛 E se da tutto questo è nato qualcosa di buono…
allora forse non è stato solo dolore.
È stato trasformazione.
È stato rinascita.
È stata magia.
💛 Benvenuto Capitan Coraggio. Il mondo ha bisogno di te.
Vuoi sostenere il Progetto di Capitan Coraggio?
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Caro Capitan coraggio
Sei fantastico, speriamo di essere tutti capaci di affrontare la vita con la tua tenacia e il tuo amore