Quando i miei figli erano piccoli, c’era una domanda che li metteva sempre un po’ in imbarazzo.
“Che lavoro fa tuo papà?”
Silenzio. Un mezzo sorriso. Poi la risposta:
“Fa il mago.”
E lì, immancabile, arrivava quello sguardo perplesso.
Come se avessero detto: “Dai, sul serio… e nella vita vera?”
Sembrava una battuta.
Il classico papà che non ha un “vero lavoro”.
E spiegare a un bambino che quel “giocare” era il mio mestiere non era facile.
Per loro io giocavo sempre. Anche quando lavoravo.
Tanto che a volte dicevano:
“Anche io da grande voglio giocare come papà.”
E dentro di me sorridevo, ma anche tremavo.
Perché dietro ogni spettacolo, dietro ogni magia, c’erano giornate intere di preparazione, viaggi, sogni, ma anche sacrifici veri.
E non solo come Mago.
Perché io, nella mia doppia vita creativa, sono anche DJ professionista.
Sì, suono in tantissimi eventi durante l’anno: matrimoni, feste, party esclusivi.
Faccio ballare le persone, creo atmosfere, trasformo le serate in ricordi.
Ma all’inizio non era facile da far capire.
Nemmeno in famiglia.
I miei suoceri, per esempio, erano molto scettici.
“Un lavoro serio dovrebbe trovarselo…”
Capisco: lui medico, tutta una vita tra camici e responsabilità.
Io che facevo il mago alle feste e il DJ la sera…
Sembrava il copione perfetto del “non ce la farà mai”.
Persino mio cognato – che è anche il mio migliore amico – quando aveva aperto il suo wine bar si sentiva dire da suo padre:
“Quando smetti di fare il barista e ti trovi un lavoro vero?”
Ma oggi… beh, oggi le cose sono cambiate.
Mago Lollo è diventato un marchio: più di 200 spettacoli l’anno, una squadra che lavora con me, idee sempre nuove.
La mia parte DJ è richiesto negli eventi più curati.
E mio cognato è diventato un punto di riferimento negli eventi, con i suoi open bar che fanno tendenza.
Sai qual è la verità?
Che all’inizio nessuno crede nei tuoi sogni, e a volte nemmeno le persone più vicine capiscono quello che stai costruendo.
Ma tu devi crederci. Sempre. A occhi chiusi. Con il cuore aperto.
Devi tenere duro, anche quando ridono.
Anche quando ti chiedono “Sì ma… cosa fai DAVVERO nella vita?”
Anche quando sei l’unico a vedere quel futuro.
E oggi, quando mi chiedono:
“Che lavoro fai?”
Sorrido.
“Faccio ridere i bambini, emoziono le famiglie, faccio ballare la gente, creo ricordi. Sono Mago. Sono DJ. E sì, è un vero lavoro. Un lavoro meraviglioso.”



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